Tutti i dipartimenti di Italianistica sono stati recentemente messi a soqquadro da una scoperta che ha recentemente messo a soqquadro tutti i dipartimenti di Italianistica. In breve: non esisterebbe alcun libro intitolato La Divina Commedia e, quel che più importa, non sarebbe mai esistito. Ne parliamo col professor Stelvio Ramperti, docente alla facoltà di Magistero dell'Università di Torino, autore della sensazionale scoperta.
- Professor Ramperti, se la notizia dovesse rivelarsi fondata...
- Il suo tono non mi piace per niente, lo sa? “Se la notizia dovesse rivelarsi fondata”. Lei sembra implicare - mi corregga se sbaglio - che potrebbe non esserlo.
- Mi creda, non era mia intenzione implicare alcunché, professore.
- Non mi sto riferendo affatto alle sue intenzioni, ma all'effetto che lei genera con le sue parole. E io le dico che è qualcosa di nauseante. “Mi creda, non era mia intenzione”. Lo fa apposta?
- Faccio apposta cosa?
- “Mi creda”. Naturale che le credo. Per quale motivo non dovrei crederle? O forse vuole insinuare che possiedo un'indole scettica? O cinica, magari? La sua frase mugolava di insinuazioni. Lei è uno sprovveduto, non è così?
- Temo di sì.
- Beh, questo dovremo cambiarlo. Cosa voleva chiedermi?
- Come fa a dire che La Divina Commedia non è mai esistita, professore?
- Cos'è, matto?
- Prego?
- Come sarebbe, “come faccio a dire”?! Vuole forse mettere in dubbio la mia competenza scientifica? Non posso crederci!
- Volevo solo...
- Non mi interrompa, cretino. Come faccio a dirlo? Ho le prove. Ha mai letto La Divina Commedia, lei? È questa la domanda. Faccia questa domanda a tutti quelli che conosce. Sa cosa le risponderanno? Le risponderanno: "No". Tutti fingono di sì, ma nessuno lo ha mai fatto. D'altra parte, come avrebbero potuto? Il libro non esiste.
- Eppure le librerie lo vendono e nelle scuole viene studiato...
- Questo è vero. Nelle librerie è possibile imbattersi in edizioni rilegate di un libro intitolato La Divina Commedia di Dante Alighieri. Ed è ugualmente vero che se si apre uno di questi volumi a pagina uno, è possibile leggere un'opera che comincia con le terzine:
"Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
ché la diritta via era smarrita”.
Ma se lei continua a leggere, arrivato più o meno al verso 37 ("E qual è quei che disvuol ciò che volle...") di colpo si accorgerà che fino a quel momento non ha capito una mazza. Il libro termina dopo più di tremila pagine con una riga del tutto priva di senso, ("l'amor che move il sol e l'altre stelle"). Capito l'inganno? La Divina Commedia non è altro che un enorme conglomerato di parole messe giù a casaccio tanto per riempire le pagine. Ci trovi di tutto: brani di dizionario, un elenco telefonico, pezzi della Bibbia, qualche ricetta di suor Germana, note sul funzionamento dei motori a scoppio, cento canzoni di Mogol, e un manuale di elettronica completo di basette.
- In pratica nessuno se n'è mai accorto perché nessuno è mai riuscito a andare oltre i primi novanta versi. Giusto?
- Oh, la maggioranza arriva sì e no al verso 12, poi chiude il libro con disprezzo, e per il resto della vita semplicemente finge di averlo letto. Ci faccia caso: di solito le citazioni da La Divina Commedia sono tratte dai primi dodici versi. Un fatto che si commenta da solo.
- A Mixer lei ha parlato di complotto.
- Ci troviamo di fronte a una frode in grande stile messa in piedi dal mondo accademico per il proprio meschino tornaconto. E si tratta solo della punta dell'iceberg. La verità sconvolgente è che ho già scoperto più di settanta cosiddetti capolavori della letteratura che in realtà non esistono affatto. A cominciare ovviamente da I Promessi Sposi, che consta in effetti di sole due righe.
- Sapegno ha scritto un libro su I Promessi Sposi.
- Il commento del Sapegno a I Promessi Sposi è la ristampa di un giallo di Scerbanenco.
- Porca puttana. Altri esempi?
- Carducci. I ventiquattro volumi della suo Opera Omnia contengono solo pagine bianche, nessun essere vivente li ha mai aperti. Pirandello. A parte Il fu Mattia Pascal, che comunque è stato scritto da Calvino, il resto dei suoi libri sono scatole per sigari.
- E magari D'Annunzio ha scritto Gli Indifferenti.
- Non è mai esistita una persona chiamata D'Annunzio. Gli Indifferenti l'ha scritto Moravia. E anche lui non è mai esistito.