Scartata la possibilità di un'anguria per via delle dimensioni, è probabile che "Pepper" sia una rivista che soddisfa delle curiosità. Certo, molte sono completamente inutili, ma col tempo sapremo migliorarci, Baldo e Bracco.
A chi di solito ruba nelle edicole, nelle librerie e nei negozi di dischi. In seconda battuta a chi si annoia ma non vuole spappolarsi il cervello con la droga o la tv, o con tutt'e due contemporaneamente nel caso del TG4.

Una totale perdita di tempo. Ma per farlo bene abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti, con suggerimenti proposte dissensi e segnalazioni di comportamenti anti-sociali.
Chi vi parla è stato autorizzato dal comitato di redazione a dichiarare pubblicamente che lo scopo di PEPPER è di interessare più gente possibile per poter poi ospitare eventuali inserzionisti. E' una tecnica che abbiamo preso pari-pari dal Bignami dell'economia capitalistica. In "PEPPER" non si parla molto di informatica, di reti e siti... Se è per questo non si parla nemmeno di frappè all'amarena. Testa dura, agli albori delle conversazioni telefoniche era normale che ci si scambiasse informazioni autoreferenziali. "Mi senti?" - "E' un fottutissimo miracolo parlare attraverso questo coso qui" - "Dio benedica Bell, anzi Meucci". Poi attraverso il telefono si è imparato a dire altro, e lo stesso succede oggi per il Net. E' una questione psico-nutrizionale: il bebè vede solo le tette della mamma, gliele stringe, gliele succhia ma poi - disdetta delle disdette - dovrà staccarsene per passare agli omogeneizzati. O ad altre tette.
Sia gentile, stiamo aspettando questioni e domande da tutti.